Per info: 335-6111237

Riflessioni su… Invecchiamento e disabilità

Book_of_Urizen_copy_G_plate_11

Da sempre l’uomo ha percepito l’avanzare dell’età come un problema e ha riflettuto molto sulla vecchiaia talvolta interpretandola come frutto di un castigo divino. L’uomo contrappone la propria caducità e limitatatezza temporale alla perfezione e immortalità che attribuisce alla sfera del divino. Nascono quindi le tensioni filosofiche verso il trascendente e la ricerca della strada per raggiungerne le aree di influenza onde acquisirne le caratteristiche. Oggi si assiste ad un fenomeno particolarmente allarmante dal punto di vista sociale: la negazione della vecchiaia con la conseguente e delirante pretesa dell’immortalità.

Un’altro argomento di interesse sociale ed etico è il Testamento Biologico o meglio le Direttive Anticipate che ogni uomo può dettare quando ancora in grado di intendere e volere, rappresentano il massimo grado di libertà ed autonomia per l’uomo del XXI secolo. Infatti con queste viene ampliato e completato il consenso informato, pratica alla base del rapporto medico paziente, poiché viene presa in considerazione l’eventualità legata alla non capacità di intendere e volere. Questa condizione, associata più comunemente agli stati vegetativi permanenti si verifica con grandissima probabilità man mano che le persone invecchiano. Per queste persone non è più possibile la scelta di fronte alle varie possibilità di trattamenti sanitari che si prospettano nel prosieguo della loro malattia degenerativa ed involutiva pertanto si impone il quesito circa la necessità di esprimere in anticipo i propri desideri, ovvero nel momento in cui la mente si presenti ancora lucida ed in grado di operare delle scelte libere ed incondizionate.

Programma

Atti Convegno

Rassegna stampa

Facebook

Vai alla nostra pagina Facebook

Contatore visite

Contatore