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RIFLESSIONI SU… VACCINI: UNA SOLA VERITA’?

La repressione ed il dispotismo nella scienza mi ripugnano; qui l’unica regola dovrebbe essere la libertà di spirito, la ricerca fondamentale, la confutazione delle ipotesi, il confronto delle osservazioni, l’aderenza ai fatti e non alle personalità. Prova tutto e trattieni ciò che è buono: questo è e rimane il primo comandamento della scienza. La Medicina è scienza dell’esperienza, è pratica, è continuo esperimento… e l’esperimento non è mai concluso. Libertà di pensiero, libertà di scienza, questo è il nostro più alto baluardo e così deve rimanere se vogliamo progredire. Nessun tipo di dispotismo, nessuna regola unica, nessuna soppressione del pensiero. Persino il governo dovrebbe astenersi dall’invadere il campo della scienza o dal favorire o danneggiare una certa opinione; ciò ha sempre danneggiato, come l’esperienza insegna, la ricerca della verità. Solo l’esperimento, la discussione e la contro-discussione, il continuo e libero studio ed il tempo potranno separare il vero dal falso, l’utile dall’inutile.

C.W. Hufeland,1 System der Prakt. Heilkunde, 1830

 

Le evidenze scientifiche dimostrano che i vaccini sono, ad oggi, il più efficace degli interventi in campo medico mai scoperti dall’uomo, secondi solo alla potabilizzazione delle acque in termini di riduzione della mortalità umana e in grado ancora oggi di evitare oltre 2,5 milioni di morti ogni anno.

Con la loro introduzione si è assistito ad una riduzione drastica di malattie a volte mortali o in grado di generare cronicizzazioni e complicanze gravi come tumori (epatite B), paralisi permanenti (poliomielite e tetano), malformazioni congenite (rosolia).

Chiunque – onesto intellettualmente – non può negare queste evidenze scientifiche che annoverano i vaccini tra le migliori eccellenze terapeutiche nella storia della medicina.

Nonostante queste evidenze, soprattutto negli ultimi anni i vaccini stanno vivendo un periodo travagliato. Infatti, purtroppo, si è sviluppato il falso mito, supportato dalla ormai atavica teoria del complotto, secondo cui la loro immissione altro non sia che una manovra commerciale caldeggiata da multinazionali e banche che da sole ne trarrebbero beneficio. I dati che smentiscono l’ipotesi di un guadagno da parte delle multinazionali sono infiniti e un esempio viene offerto dalla vaccinazione antinfluenzale per la quale è stato calcolato che in Italia, vaccinando tutta la popolazione tra i 50 e i 64 anni, l’investimento massimo sarebbe di 76 milioni di euro con un risparmio per il SSN di 746 milioni di euro durante la stagione influenzale per attività di diagnosi, cura e ricoveri ospedalieri.

Questi e molti altri aspetti ruotano intorno ad un tema oggi assai caldo e scivoloso. Seppur scientificamente dimostrato e supportato da prove inconfutabili, il “vaccino” per molti rappresenta un autentico pericolo per cui è lecito schierarvisi contro a spada tratta creando associazioni, movimenti, articoli e trasmissioni tv. Per il mondo scientifico si tratta di un vero e proprio paradosso ma la grande diffusione delle informazioni dovuta all’onnipresenza di internet ha fatto sì che, nonostante si tratti di un tema altamente specialistico e tecnico, si siano creati movimenti antitetici i quali portano avanti tesi talvolta bizzarre, ma sostenute con lapidaria convinzione.

Il colpo di grazia ad una delle migliori eccellenze terapeutiche nella storia della medicina arriva proprio dalla natura umana: l’aver dato in pasto alla comunità un tema così importante tanto da permetterne una intrusione anche solo per ideologismo ha creato la più grande confusione che si poteva immaginare. Tanto è corretta la condivisione delle cure con il fruitore, il cittadino, tanto è importante la scelta a monte fatta da una commissione di tecnici che offre le migliori cure dopo una attenta scrematura. Oggi purtroppo non è così: il cittadino pretende di supervisionare il lavoro degli scienziati, mettendone in dubbio la metodica, l’etica e la procedura. Oggi il medico in campo vaccinale (e non solo…) si trova a scontrarsi con tutta una serie di false informazioni create ad hoc per mettere scompiglio in un campo che fondamentalmente rimane fra i più chiari e logici di tutta la scienza medica. Eppure il desiderio di dire la propria a tutti i costi, di sfogare il proprio risentimento contro chissà chi o chissà cosa e l’irresistibile onnipresente spinta a schierarsi porta le persone a convincersi che esiste anche e soprattutto in campo medico una forza oscura che lavora e promuove il male, in questo caso addirittura ai danni delle categorie più deboli ed indifese… i bambini.

Questo convegno ben si inserisce inoltre in un momento politico in cui è stato reintrodotto recentissimamente l’obbligo vaccinale. E qui si è letteralmente scatenato l’inferno. “Ma come …. In uno stato democratico ci vengono imposti dei trattamenti sanitari… andando contro la costituzione??” Ed ecco irrompere folgorante e immacolato il tema della libertà: “nessuno mi può obbligare a fare qualcosa che io non voglio”. Si sbandierano slogan e si urla alla dittatura.

Durante il convegno il tema verrà affrontato a 360 gradi: sarà presente un avvocato costituzionalista che in maniera imparziale e tecnica cercherà di sbrogliare la matassa mettendo un po’ di ordine. Saranno presenti esponenti della Consulta Nazionale di Bioetica, esperti dei settori epidemiologico e microbiologico. Sono stati invitati anche esponenti del movimento anti vaccinista per mettere a confronto dal vivo le loro istanze al fine di comprendere la vera ragione del loro dissenso.

In questo scenario i medici si trovano sul “fronte” e il loro ruolo, così delicato e importante, oscilla tra quello di un funzionario dello Stato e quello di un consigliere del proprio paziente ed anche se il giudizio generale sul sistema di prevenzione mediante la vaccinazione è positivo, lo “stato dell’arte” non consente di considerare chiuso il capitolo della ricerca e miglioramento.

Quanto il momento sia troppo carico di forzature, traspare dalla considerazione che l’obbligo vaccinale non è una novità: una volta era accettato senza tanti problemi. In seguito, vale a dire negli ultimi vent’anni, si è aperto un dibattito anche tra gli esperti di bioetica e sanità pubblica, che ha messo in discussione la validità e convenienza dell’obbligo per far prevalere un atteggiamento responsabilizzante dei cittadini, la cui informazione e sensibilità alle problematiche della propria salute sono aumentate,  in Italia, anche per effetto della maturata consapevolezza circa lo statuto giuridico della salute, per cui l’individuo è arbitro della propria salute, esercitando i propri diritti fondamentali alla salute e all’autodeterminazione, mentre il medico deve riuscire ad instaurare col paziente un’ alleanza terapeutica strettamente fondata sul consenso del paziente stesso.

Insomma, obbligo o non obbligo qualcosa va sicuramente fatto: i nuovi flussi migratori, il calo dell’immunità di gregge, il crescere dei movimenti anti vaccinisti sono tutte ragioni che hanno portato la comunità scientifica a sentire il bisogno di intervenire… e così è stato fatto.

Il Comitato scientifico del convegno

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