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Riflessioni su…

RIFLESSIONI SU……nasce nel 2008 come progetto di ricerca e studio su aspetti bioetici legati all’esistenza e alla difficoltà di vivere la sofferenza, l’invecchiamento, la morte. Il percorso che l’associazione porta avanti è rivolto a tutti coloro i quali hanno voglia di mettersi in gioco e confrontarsi, che siano sanitari  o semplici cittadini.

Troppo è stato scritto e troppo poco spazio è stato dedicato ad una costruttiva riflessione e confronto sul delicato tema della nutrizione ed idratazione alla fine della vita, ad esempio. I termini della nostra proposta sono spesso affrontati con convegni con una tavola rotonda fatta di tecnici, bioeticisti di scuola laica e cattolica, psicologi e cittadini. Un contesto di grande stimolo per gli addetti ai lavori ma anche per il comune cittadino che tocca con mano l’argomento nella propria casa e nella storia di tutti i giorni. Diverso è infatti vivere la sanità dal suo interno rispetto a chi ancora si sente come “vittima” di un sistema predeterminato. Da medico la visione è completamente distorta: mangiare e bere assumono un ruolo finalistico, spesso legato a quantità e qualità di vita slegati dagli aspetti emozionali e spirituali.

Assistere nel letto di casa propria il congiunto morente assume una valenza tutta umana e drammatica: senti il suo respiro che diviene a tratti confuso col tuo, la paura della morte e della sofferenza si mescolano in un terribile connubio infernale che non lascia tregua. E non si dorme per paura di perdere l’ultimo respiro, e non ci si permette alcuna distrazione, nella vana speranza che la morte sia un tantino distratta e oggi sbagli strada…

Per la scienza la morte è fatto ben diverso rispetto al sentire dell’uomo della strada. Ma cosa pensa questo fantomatico uomo della strada? Glielo abbiamo mai chiesto? Quanto ci siamo mai messi al suo livello culturale, scendendo dai nostri piedistalli di cattedratici imperscrutabili e spesso incomprensibili, avvolti nelle nostre pseudo sicurezze fatte di parole sacre dalle mille consonanti che a pronunciarle se ne perde il senso alla seconda sillaba.

E quindi ci chiederemo: al termine della nostra vita, che rapporto vi è con la sofferenza? Perché questo è l’eterno quesito: eliminare la morte non è possibile, viverla meglio si può?

Nella speranza di dare degli spunti su cui riflettere …. un tavolo di “non confronto”, un momento in cui non è richiesto di arrivare ad una conclusione definitiva ma a sviluppare il tema da vari punti di vista, dando alla platea gli strumenti adatti per cominciare a muoversi consapevolmente in un terreno assai complesso, dove scienza, fede, credenze popolari e bioetica si confondono con la psicologia e gli aspetti medico legali in un turbine che si avvolge su se stesso.

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