Per info: 335-6111237

CENSIMENTO MUSEI E MOSTRE DELLE TORTURE IN ITALIA

SE TROVATE ALTRI MUSEI CHE NON SONO PRESENTI TRA QUESTI, POTETE SEGNALARCELI IN MODO DA TENERE AGGIORNATO L’ELENCO.

QUI DI SEGUITO SONO ELENCATI MUSEI E MOSTRE PRESENTI IN ITALIA.

LE INFORMAZIONI RELATIVE AGLI ORARI ED APERTURE SONO INDICATIVI E POTREBBERO ESSERE MODIFICATI CON IL PASSARE DEL TEMPO.

 

SAN GIMIGNANO (SI)

MUSEO DELLA TORTURA

Porta San Giovanni, 123 – San Gimignano – aperto tutto l’anno – orario dalle 10 alle 19

informazioni: tel + 39 0577 940526

MUSEO DELLA PENA DI MORTE

Via San Giovanni, 15a – San Gimignano – aperto tutto l’anno – orario dalle 10 alle 19

informazioni: tel + 39 0577 940526

http://www.museodellatortura.it/

 

SIENA

MUSEO STORICO DELLA TORTURA

Vicolo del Bargello (presso Piazza del Campo)

aperto tutto l’anno – orario dalle 10 alle 19

informazioni: tel + 39 0577 41999

 

REPUBBLICA DI SAN MARINO

MUSEO DELLA TORTURA

Porta San Francesco, 2 (Casa Fattori) – 47890 – Repubblica di San Marino

aperto tutto l’anno

informazioni: tel + 39 0549 991215

http://www.sanmarinosite.com/musei/museotortura.html

Il Museo di San Marino dedicato a questo tema raccoglie più di cento congegni inventati dall’uomo per procurare dolore fisico e persino la morte, risalenti al XVI° e XVII° secolo, o ricostruzioni dell’800 e del 900.
Merita una visita perché, rispetto a collezioni analoghe, quella sammarinese conserva anche strumenti meno noti: la Gatta da Scorticamento, i Ragni Spagnoli, la Forcella dell’Eretico.

MUSEO DELLE CERE

Dal 1966 nella Città di San Marino è aperto il MUSEO DELLE CERE con ricostruzione di scene di torture
www.museodellecerersm.com/
Prestigiosa ricostruzione storica in 40 SCENE e 100 PERSONAGGI in ambienti e costumi d’epoca della millenaria storia della Repubblica di San Marino ed Internazionale.

VOLTERRA (PI)

MUSEO CRIMINALE MEDIEVALE

Piazza XX Settembre 5
aperto tutto l’anno – orario dalle 10 alle 19

informazioni: tel + 39 0588 80501

Conserva e mostra tutte le tecniche e gli strumenti della tortura medioevale, strumenti della pena di morte e documenti della Santa Inquisizione particolarmente rari.

Progetto culturale della Mostra è stato realizzata dalla Società: “Antichi Strumenti Europei di Tortura e Pena Capitale” – Immagini e testimonianze storiche dal Medioevo all’Epoca Industriale.

La società Inquisizione s.r.l., con la collaborazione e la dedizione di molti ricercatori e collezionisti non solo italiani, sta allestendo la più ricca documentazione del genere. Così per tutta l’Europa sono stati raccolti e messi insieme questi strumenti; alcuni addirittura sono pezzi d’eccezionale rarità, risalenti al XVI e XVII secolo, o ricostruzioni filologiche, dell’Otto e Novecento, di originali antichi e introvabili. Macchinari forse meno noti, ma incredibilmente sofisticati che dimostrano quanto la fantasia umana ed il suo raffinato ingegno non abbia conosciuto limiti nella ricerca di sistemi atti ad infliggere le più atroci e crudeli torture.

Il patrimonio artistico e storico della Società comprende: armi, congegni e strumenti di tortura, di esecuzione capitale e di umiliazione pubblica nonché incisioni, stampe e dipinti d’epoca. La raccolta è corredata da illustrazioni e schede esplicative in diverse lingue (italiano, inglese, francese, tedesco, spagnolo, portoghese e giapponese).

La continua acquisizione di oggetti effettuata negli anni ha permesso di diversificare il patrimonio museale e di offrire esposizioni differenziate come tematiche o come finalità culturali, rispetto anche alla realtà e alle esigenze del Paese aderente all’iniziativa. La collezione, composta ormai da più di migliaio di pezzi, è stata attualmente suddivisa in cinque musei permanenti e altrettante mostre itineranti a livello mondiale.

L’unicità di questa collezione sta nel taglio, inedito, perfettamente attuale che è stato dato all’esposizione: l’allestimento, nonostante il tema trattato, è sobrio, fatto di immagini e testimonianze che rappresentano in modo crudo ma vero l’atrocità della violazione dei diritti umani; un tentativo di storicizzazione inserito in un contesto sociale. Proprio per questo la Mostra è sempre stata presentata in edifici storici, torri o castelli, luoghi dove esiste un’ambientazione adeguata a ricreare l’atmosfera necessaria senza indurre a sensazionalismi negativi e artificiosi.

È importante sottolineare che questa Mostra fa parte di un più ampio progetto che prevede attività collaterali e multimediali quali incontri, dibattiti e rassegne culturali in collaborazione con Associazioni Internazionali quali Amnesty International, che sempre ha sostenuto la nostra iniziativa, l’Accademia Messicana dei Diritti Umani, le Nazioni Unite e l’appoggio da parte di Enti Pubblici ed Istituzioni Nazionali.

L’obbiettivo della Mostra è quello di lanciare un messaggio contro la tortura, ma è pure un grido d’allarme per il futuro. In un momento in cui tornano in modo sinistro agli onori della cronaca quotidiana temi come l’antisemitismo, l’intolleranza, il razzismo, la violenza, la guerra, questo progetto, articolato secondo diverse iniziative culturali, rappresenta sicuramente un momento di riflessione, un invito a ricordare per non dimenticare. Mettere a tacere la verità sul passato induce un sonno che presto riporta agli errori del passato. È bene invece che la società veda e rifletta su queste cose che risvegliano non la coscienza sadica ma la coscienza civile. Se questi congegni ripugnano sono nondimeno preziosi documenti storici che devono essere conservati ed esposti per compiere una funzione non solo documentaristica ma anche umanitaria e di utilità sociale.

L’intento della Mostra è proprio questo: scioccare l’opinione pubblica in modo talmente profondo da provocare un moto istintivo di repulsa civile; renderla consapevole che l’errore sta nell’uomo e che può vincerlo solo con l’intelligenza e l’eterna vigilanza.

Una Mostra in definitiva che vuole essere non solo un atto di accusa e di denuncia contro la tortura e la pena di morte o qualsiasi trattamento inumano e degradante, ma che vuole anche richiamare l’attenzione su quei Paesi dove ancor oggi garantismo e democrazia sono valori lontani. Secondo un rapporto redatto da Amnesty International, sono circa 140 i Paesi del mondo dove attualmente hanno luogo gravi violazioni dei diritti umani. Questi abusi esigono una risposta a livello internazionale: la protezione dei diritti umani è una responsabilità universale che trascende i limiti di nazionalità, razza e ideologia (politica o religiosa che sia).

È importante segnalare che i proventi ricavati dall’esposizione sono destinati al finanziamento delle attività sopra citate e all’attuazione di ulteriori musei permanenti contro la tortura.

 

MATERA

MUSEO DELLA TORTURA E DEL MARTIRIO

via San Rocco 147, Matera – 75100

http://www.basilicata.cc/lucania/museo/index.htm

 

MAZZÈ (TO)

MUSEO SOTTERRANEO DELLA TORTURA. STRUMENTI E METODI DELLA SANTA INQUISIZIONE

Castello di Mazzè in collaborazione con Amnesty International

Telefono 011.9835250 – 347.2236.300 E-mail info@castellodimazze.it Sito web www.castellodimazze.it

La Proprietà del castello di Mazzè è orgogliosa di presentare il primo Museo della Tortura ambientato negli antichi sotterranei di un castello medioevale. La prestigiosa collezione, in buona parte proveniente dalla Spagna e da varie collezioni europee, è visitabile attraverso il seguente percorso: Prigioni e Ghiacciaia del XIV sec., Sotterranei romani e Cisterna d’assedio del II sec. a.C., Cripta Celtica del X sec. a.C., Antro degli eretici e Cappella funeraria del XV sec.. L’esposizione si sviluppa su circa 500 mq sotterranei ed è dotata di impianti di sicurezza, di un suggestivo sistema di illuminazione e diffusione sonora ed è controllata da telecamere a circuito chiuso.

Gli strumenti di tortura e le gigantografie iconografiche antiche riproducenti il funzionamento delle varie macchine non vengono esposti per soddisfare sadiche brame, ma con il preciso scopo di portare a conoscenza del vasto pubblico e soprattutto delle scolaresche, preziose testimonianze storiche della ferocia umana a monito e salvaguardia contro le tirannidi che sempre nel corso dei secoli hanno abusato del terrore per dominare i popoli. Perfino, come in questo caso, IN NOMINE DOMINI cioè nel nome del Signore !

Elenco degli strumenti esposti: tavoli da stiramento sedie inquisitorie gogna verticale veglia o culla di giuda cavalletto spezza arti cicogna di storpiatura gogna in botte ragni spagnuoli – fruste manette e gambali sega spagnola mannaie taglia arti spada del boja sedie delle streghe pendoli o argani gogne orizzontali garrote scala di stiramento schiacciacrani spaccaginocchi cisterna d’annegamento flagello a catena violone delle comari straziaseni piffero del baccanaro scure del boja zampa di gatto aste da secondino gatta di scorticamento forcella dell’eretico ferri roventi da marchio cinture di castità gabbia di contenzione varie.

ISCHIA (NA)

IL MUSEO DELLE TORTURE

Per informazioni +39 081 984340, +39 081 906227
mobile +39 338 1829107, +39 340 1655060
email info@museodelletorture.it

http://www.museodelletorture.it/ita/gallery.htm

La collezione comprende pezzi rari risalenti al XVI – XVII – XVIII sec. o ricostruzioni filologiche del tardo ottocento e novecento di originali antichi ed introvabili strumenti molto conosciuti ed altri meno noti e sofisticati che dimostrano quanto la fantasia umana non abbia avuto limiti nella ricerca di mezzi atti ad infliggere le più abominevoli torture dimenticando il rispetto per il genere umano. Si pone come punto di riferimento per i cultori del passato ed ha come obiettivo dare visibilità alle varie espressioni di tortura del medioevo.

BEVILACQUA (VR)

IL MUSEO DELLA GIUSTIZIA E DELLA TORTURA

Il Castello di Bevilacqua Srl
Via Roma 50, 37040
Tel 0442 93655 Fax 0442 642192
info@castellobevilacqua.com

http://www.castellodibevilacqua.com

Il museo della giustizia e della tortura, il cui ingresso è ubicato direttamente dal giardino dei frutti, presenta al suo interno alcune fedeli riproduzioni degli strumenti considerati legali, in ambito giudiziario, al fine di estorcere una confessione. Tali strumenti ebbero ampio uso in tutta l’epoca medievale specie durante la santa inquisizione, tuttavia, alcuni di essi trovarono impiego sino al XIX secolo.

Il museo è suddiviso in tre anguste salette ricavate sotto il giardino pensile il cui aspetto architettonico già suscita al visitatore la peculiare sensazione di messa sotto giudizio.

PIETRACUPA (CB)

MUSEO DELLA TORTURA

In anteprima il campionario del Terrore. Per volontà dell’amministrazione comunale, guidata dal dinamico primo cittadino Felice Di Risio, il paese ospiterà il Museo della Tortura e del Mondo Magico dove sarà possibile visitare la stanza dell’inquisitore, l’antro della tortura, la splelonca della strega, la grotta del maleficio, la prigione e la grotta del fuoco.

web

MILANO

MUSEO DELLA PUSTERLA DI SANT’AMBROGIO

(Museo della criminologia e armi antiche)

Via Carducci, 41 – Milano

Orario di apertura: da lunedì a venerdì 10/13 – 15/19:30 – sabato 10:30/13 – 15/19:30 – domenica 10:30/13 – 15/19

http://www.milanotour.eu/it/cosa-vedere-milano/musei-di-milano/museo-della-pusterla-di-sant-ambrogio.html

Il museo è situato nei pressi della Pusterla di Sant’ Ambrogio, antico ingresso della città ed espone una collezione d’armi antiche (archibugi, pistole, spade, alabarde, scudi, balestre, armature) e strumenti di tortura, dal medioevo ai primi dell’800.

La raccolta degli strumenti di tortura comprende reperti medievali e ricostruzioni del XVIII-XIX sec, tra questi: la ghigliottina, la garrota, la ruota. Atmosfera lugubre, colonna sonora di urla e musiche alla Dario Argento e descrizioni brevi ma dettagliate su come e su quali malfattori venivano usati gli strumenti, stampe dell’epoca che raffiguravano altre forme di supplizio che non prevedevano l’uso di strumenti ma sicuramente efficaci sul corpo dello sventurato (inutile entrare nei particolari), vi accompagneranno nel corso della vostra visita.

Potrete ammirare, si fa per dire, una vecchissima sedia elettrica, un palo utilizzato dagli antichi turchi per impalare, con tanto di stampa dell’epoca e descrizioni delle varianti utilizzate per rendere più o meno dolorosa l’agonia, strumenti ingegnosi come lo “schiacciapollici” ed il “piffero”, usati contro chi era reo di steccare nelle pubbliche esecuzioni delle orchestre, i famosi dildi, alcuni finemente istoriati ed intarsiati, utilizzati su omosessuali e donne troppo pettegole.

Da non perdere la “vergine di ferro”, sarcofago con all’interno spuntoni usato per punire falsari, il “letto di tortura”, un letto con un rullo appuntito nel mezzo e lacci di cuoio che tiravano mani e piedi del poveretto, la ghigliottina, la garrota e le fruste di vari tipi come la micidiale “gatto a nove code” che a sua volta si divide in vari sottotipi a seconda delle terminazioni (con pallini di piombo, ad uncini per strappare la carne e così via), per arrivare a strumenti meno conosciuti come il “pendolo e lo “schiacciatesta” utilizzato nella Repubblica di San Marco al tempo dei Dogi.

Nel museo, anche se piccolo, di cose da vedere ne avete molte e nonostante la sua lugubrità la visita è consigliata soprattutto per conoscere una parte di storia della civiltà che spesso e volentieri non viene trattata a fondo. Le differenze tra i popoli le noterete anche in come suppliziavano le persone: dai metodi più grezzi di popoli poco sviluppati a torture più elaborate come quelle usate dall’inquisizione spagnola piuttosto che dai veneziani.

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